Troppi o troppo pochi?
di Alessandro Prigione
Consultando il "Dischetto dell'Europa- Speciale Euro", iniziativa dell'Unione Europea e del Governo Italiano, si scopre che, secondo dati del 1991, il numero dei medici in Italia è il più basso fra i paesi membri dell'Ue. Infatti, mentre in Germania tale numero è pari a 3,5 per 1000 abitanti, in Francia a 2,7 e in Spagna a 3,8, in Italia risulta essere pari a 1,1 - meno della metà della media europea, che è di 2,7 per 1000 abitanti.
Negli ospedali pubblici dell'hinterland milanese i neolaureati sembrano una specie rara, quasi invisibile all'interno delle strutture. Tutto questo mentre i "vecchi" medici riescono tuttora a svolgere due o tre lavori contemporaneamente, accumulando le retribuzioni di impiego pubblico e privato.
Le cifre fornite dall'Ordine dei Medici parlano però di 70.000 medici neolaureati disoccupati.
Assistiamo ad una continua diminuzione del numero di studenti ammessi alla facoltà di Medicina e Chirurgia e ad una progressiva restrizione dei già più che esigui posti disponibili per specializzazioni e concorsi.
Sorge quindi una semplice domanda: siamo davvero troppi o qualcuno vuole che rimaniamo pochi?
La convinzione che in Italia ci siano troppi medici corrisponde alla realtà o è amplificata da chi vuole mantenere antichi privilegi?
L'interrogativo è aperto.
| Aprile 1998 | torna all'home page |