Prime parole

Il curriculum di transizione all'ospedale San Paolo


di Cristina Squarcia Giussani

Tutto nuovo il San Paolo, per la giornata di apertura del curriculum di transizione ai nuovi arrivati studenti del IV anno.
Il prof. Coggi presiede l'incontro, cui partecipano tutti i docenti dell'anno, ed illustra le caratteristiche della neonata organizzazione didattica.
Cominciamo con una bella notizia: il I semestre finirà il 22 dicembre, proprio come promesso negli incentivi. I giorni lavorativi della settimana saranno solitamente 4: il 5° verrà occupato solo saltuariamente; sembra che questa organizzazione dell'orario voglia favorire lo studio per il recupero del debito d'esame con cui inesorabilmente si arriva al 4° anno.
L'orario quotidiano prevede 3 ore al giorno di lezione/seminari e 2 ore di attività di corsia a piccoli gruppi (sarà dedicata all'apprendimento della semeiotica).
E' stato ribadito più volte l'orientamento delle lezioni/seminari: saranno discussioni problematiche volte ad orientare lo studio e a stimolare su alcuni punti critici, non esposizioni riassuntive dei testi. (Se funzionerà, la frequenza obbligatoria sarà meno amara da digerire: finalmente si propone un obiettivo alla didattica ex-cathedra degna di un'Università e non di un liceo).
Infine talvolta, dalle 14.00 alle 16.00, si lavorerà a piccoli gruppi a tavolino: si tratterà di discussioni tra studenti alla presenza di un docente, che assisterà intervenendo saltuariamente, più per offrire spunti di discussione e guidare il dibattito che per risolvere l'incontro in un lungo monologo esplicativo.
Nel II semestre è possibile che tutta la mattina verrà lasciata libera da lezioni per favorire l'attività di corsia. Su questo punto, il prof. Coggi ha invitato alla massima mobilità nei reparti (come altrimenti capire cosa si desidera fare?): un cenno importante, viste le ansie che tipicamente si diffondono al 4° anno nell'idea, fuorviante e sterile, della necessità di intrufolarsi quanto prima possibile nel reparto di destinazione definitivo.
Una delle novità comprese nel curriculum di transizione è rappresentata dal tutore: sarà un docente/spallaamica, con cui parlare di tutti i problemi incontrati: dallo studio, alle crisi sul cosa fare dopo la laurea, al rapporto con il malato...
Gli esami saranno costituiti da una prova scritta (che valuterà le informazioni acquisite) e da una prova pratica (per il saper fare), più un eventuale orale per i docenti o gli studenti che lo desiderino.
Infine, è quasi pronta la biblioteca: sarà aperta 12 ore al giorno e metterà a disposizione accessi ad Internet.
Finisce la spiegazione e si apre lo spazio per le domande: vogliamo indovinare? Non una, dico non una: nessuno è curioso di sapere se ci saranno le attività elettive? Nessuno si preoccupa dei programmi?(ci sono? dove sono? come sono?) Nessuno domanda una delle cose che più ha smosso le masse sull'ibrido: la MEDIA?
No, neanche la media questa volta è sufficiente.
Bene, mi sembra che per il San Paolo vi siano le premesse perché il lavoro proceda bene: i docenti stanno lavorando insieme (miracolo), comunicano, sono consapevoli degli intenti formativi del nuovo ordinamento, conoscono l'uno il lavoro dell'altro.... Sono comunque alle prime armi, necessitano della partecipazione e delle correzioni che solo gli studenti possono suggerire; il curriculum di transizione stesso ed il Nuovo Ordinamento puro sono ugualmente alle prime armi: disguidi, disorganizzazione, saranno frequenti e a volte gravi. Non è possibile migliorare l'Università senza l'impegno attivo degli studenti che ne fanno parte, le lamentele di corridoio sono inutili.