Abbiamo chiesto ai rappresentanti degli studenti del quinto anno della Lista per Monza di raccontare come si è svolto l’esame di sistematica II nel loro Polo; ecco come la pensano...
..Nuovi corsi, nuovi esami?
Quando la novità è solo apparente
a cura di Silvia Bignamini
È finalmente partito il nuovissimo Ordinamento basato sull’organizzazione di corsi verticali interdisciplinari, su programmi essenziali e senza ripetizioni tra i vari insegnamenti.
L’obiettivo è appunto quello di abbattere il numero di esami e rendere la preparazione dello studente più appropriata al suo futuro lavoro di medico generico.
Finalmente ciò dovrebbe metterci sullo stesso piano di tutti i nostri colleghi europei che da anni sono formati semplicemente sulla base della conoscenza di metodo scientifico, patologie essenziali per importanza ed incidenza e terapie in uso nella clinica.
Questo ci è subito parso molto bello, ma sarà tutto veramente così?
Noi vogliamo raccontarvi la nostra esperienza diretta del primo anno di transizione verso il nuovissimo Ordinamento, perché per ora le cose non fanno ben sperare.
L’anno scorso abbiamo frequentato il IV anno che prevedeva lo svolgimento di sei esami tra cui due di fondamentale importanza: semeiotica e sistematica I e II. Questi corsi dovevano essere l’esempio della nuova organizzazione della didattica, della possibilità di studiare meglio le cose realmente importanti alla nostra formazione.
Purtroppo dobbiamo affermare che la loro organizzazione pratica si è rivelata ancora ben lontana da quella teorica.
La nostra esperienza negativa è stata legata soprattutto, ma non solo, al nuovo corso di semeiotica e sistematica II. Questo comprendeva ematologia, endocrinologia, immunoreumatologia, gastroenterologia, però è stato impossibile individuare la differenza tra il corso così riorganizzato e la semplice somma dei quattro esami precedentemente esistenti, perché non si capiva quale fosse la differenza tra i nuovi programmi "verticali" e quelli vecchi e, ancora, i professori stessi erano del tutto incapaci di comunicare fra loro anche solo per organizzare l’esame in maniera coerente rispetto al corso.
Durante le lezioni, poi, abbiamo chiesto quale sarebbe stata la modalità d’esame e ci è stata garantita la presenza di un’unica commissione che avrebbe testato la preparazione durante una prova orale. Ma all’appello di luglio le sorprese sono state molte. Prima di tutto la commissione non era unica, bensì i professori dei singoli insegnamenti svolgevano individualmente lo stesso identico esame che avrebbero svolto nel vecchio ordinamento; lo studente in pratica sottostava in un giorno a tre differenti vecchi esami per portare a casa il suo "votino" poco pesante nella media.
In secondo luogo la commissione aveva una composizione "bizzarra". In altre parole, poiché il docente di immunoreumatologia non si è presentato a nessuno degli appelli, le persone interrogate in questa materia si sono potute contare sulle dita di una mano, quasi che questo insegnamento avesse meno importanza degli altri.
Il docente di gastroenterologia era poi alquanto spaesato pensando di essere di fronte a studenti del VeVI anno e, non avendo la più pallida idea di che taglio ed impostazione avesse avuto il corso, le sue domande erano tutte orientate su aspetti che quest’ultimo aveva volontariamente tralasciato per darsi una parvenza di essenzialità e rinnovamento nello spirito del nuovo ordinamento.
Noi studenti abbiamo subito fatto presente il problema alla commissione didattica, però non molto è cambiato, anzi a settembre….
A settembre l’immunoreumatologia è, oserei dire fortunatamente, risorta ed è stata inclusa nell’olimpo delle materie d’esame; la gastroenterologia ha presentato ancora gli stessi problemi di luglio, ma una nuova situazione si è aggiunta. La commissione ha questa volta deciso di sdoppiarsi, dividendo gli alunni tra due commissioni che interrogavano autonomamente, valutavano autonomamente e interpretavano l’esame diversamente. La diversità di interpretazione stava appunto nel fatto che la commissione formata dal professore di gastroenterologia e dal professore di immunoreumatologia riteneva materia d’esame solo argomenti riguardanti questi due insegnamenti, mentre l’altra commissione interrogava su tutti gli argomenti dando così agli studenti la possibilità di esprimere tutta la loro preparazione; in più la prima commissione entrava in merito di conoscenze che erano escluse forse non dal programma ma sicuramente dal taglio dato al corso.
Quindi gli effetti della doppia commissione sono stati almeno due: poter interrogare più di 30 persone in meno di quattro ore e avere delle valutazioni con una eterogeneità anomala.
Con tutto questo non intendiamo chiedere esami-farsa, né tantomeno voti politici, ma chiediamo di avere degli obiettivi chiari durante il corso in modo da poter impostare una coerente preparazione. Vogliamo anche esami che permettano a tutti di analizzare il livello delle proprie conoscenze per capire se saremo in grado di essere dei buoni medici generici.
Sicuramente noi metteremo a disposizione della nuova facoltà tutte le nostre risorse perché le cosi migliorino ma speriamo di non essere gli unici.
Gli studenti del quinto anno di Monza