Consumatori sì, complici no.
Questa l’esperienza di chi ha deciso di opporsi alla globalizzazione economica che dà miseria.
a cura di Amalia Navoni
Il Coordinamento lombardo Nord/Sud del mondo è nato nel 1995 a seguito della "Conferenza Sud/Nord - nuove alleanze per la dignità del lavoro" tenutasi a Pisa, organizzata dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo di Vecchiano.
Durante quest’incontro internazionale, a cui hanno partecipato da esponenti di movimenti popolari del Sud e del Nord del mondo, si è discusso delle iniziative da assumere, come cittadini e come consumatori, contro le forme di lavoro non dignitose e irrispettose dei diritti non solo dei lavoratori, ma ancor prima della persona.
Mentre si confermava l’insostituibilità della contrattazione collettiva e dello sciopero, si ribadiva la necessità di utilizzare anche altre forme di pressione sulle imprese come le campagne di lettere, le campagne di stampa, le azioni attraverso il consumo ed il risparmio.
Il coordinamento lombardo si prefigge di sensibilizzare le persone
- a consumare di meno e in modo critco
- al consumo e al risparmio alternativo (Commercio Equo e Solidale, Gruppi di Acquisto, Banca etica)
- al consumo sostenibile
- alla pressione ed al boicottaggio contro le imprese che non rispettano le leggi e le convenzioni dell’ONU.
Attualmente aderiscono al Coordinamento lombardo, oltre ai singoli cittadini, 22 associazioni che si occupano di cooperazione e sviluppo, della difesa dei diritti umani, della tutela dei bambini, di emancipazione delle donne, di Commercio Equo, di finanza etica, di immigrazione, di ecologia; tutto ciò con l’obiettivo comune di impegnarsi per un progetto più ampio di costruzione di un nuovo modello economico che non veda più il commercio come un fine, ma come un mezzo per garantire a tutti gli abitanti della terra una vita più dignitosa.
Che cosa abbiamo fatto in questi anni? Oltre all’attività di sensibilizzazione e informazione attraverso l’organizzazione di convegni e la diffusione di libri, ci siamo mossi lungo tre filoni principali:
Cercare di convincere Coop a vendere prodotti, contrassegnati dal marchio TranSfair, realizzati senza lo sfruttamento dei minori e dei lavoratori del Sud del mondo. Abbiamo inviato lettere di protesta per la vendita di tappeti orientali, lettere di invito a vendere prodotti del Commercio Equo e siamo riusciti a far votare ai 500 delegati Coop dell’assemblea generale una mozione che la impegna a sensibilizzare i soci ad un consumo etico, ad adoperarsi per una maggior distribuzione dei prodotti del mercato equo, a continuare ricerche per definire politiche di scelta dei fornitori . I fornitori dei prodotti Coop, in oltre, si sono impegnati a rispettare tutte le convenzioni dell’ONU riguardanti il lavoro (orario, salario, condizioni ambientali, discriminazioni razziali , sessuali, religiose).
Sostenere il Commercio Equo e Solidale. Abbiamo presentato mozioni nei vari consigli di zona milanesi, in consiglio comunale e in consiglio regionale per promuovere la distribuzione del caffè del CES nelle macchine automatiche degli uffici del Comune di Milano. A Cinisello il Comune ha votato una mozione di sostegno al CES e le farmacie comunali si sono impegnate a vendere prodotti del CES compatibili. Allargheremo l’iniziativa anche alle 220 farmacie comunali della Lombardia.
Organizzare campagne di pressione nei confronti delle multinazionali perché rispettino le Convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Abbiamo partecipato alla campagna contro Nestlé e a quella volta contro Nike, Reebok e Adidas. Abbiamo anche organizzato con il Centro Nuovo Modello di Sviluppo la campagna "Giochi leali" (campagna di pressione nei confronti dell’Artsana), la campagna Chiquita e l’attuale campagna Del Monte; abbiamo istituito l’osservatorio Benetton.
Recentemente abbiamo presentato in Parlamento insieme al Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Mani Tese e ad altre associazioni, la legge sulla trasparenza delle imprese n 4016-99 (vedi articolo "Che buoni acquisti si fanno in campagna"). Ci siamo occupati della campagna per la Riforma della Banca mondiale, per la cancellazione del debito nei paesi del terzo mondo e siamo tra le associazioni promotrici del movimento che si sta creando anche in Italia attorno ai temi del neoliberalismo, in seguito all’incontro a Seattle dell’ Organizzazione Mondiale del Commercio.
Il Coordinamento è naturalmente aperto a chiunque desideri perseguire un impegno di giustizia.
Per ulteriori informazioni contattateci telefonando allo 02/38002691- 02/26140345 fax 02/38002691 o mandando un messaggio a clnsm@bigfoot.com.
Alla globalizzazione dell’economia che produce miseria cerchiamo di contrapporre la globalizzazione che produce solidarietà.