Che buoni acquisti si fanno in campagn
a!C’è un’iniziativa per un commercio più giusto
che ha bisogno anche del nostro aiuto
A cura del Coordinamento lombardo Nord/Sud del mondo
Chissà quante volte ti sarai chiesto se la camicia che indossi è stata ottenuta col lavoro dei bambini o se la banana e l'ananas che mangi sono stati irrorati con pesticidi pericolosi.
Oggi queste domande sono destinate a rimanere senza risposta perché non esiste una legge che obblighi le imprese alla trasparenza sulle condizioni sociali ed ambientali della produzione. Di conseguenza tutti noi rischiamo di essere complici inconsapevoli delle peggiori forme di sfruttamento e di inquinamento.
Per porre fine a questa situazione il Centro Nuovo Modello di Sviluppo, CTM, MANI TESE ed Amnesty International hanno organizzato la campagna "Acquisti trasparenti" adottata anche dalla rete di Lilliput. Lo scopo è quello di ottenere una legge che responsabilizzi le imprese rispetto alle condizioni sociali (applicazione delle convenzioni sul lavoro minorile, non utilizzo di lavoro forzato, pagamento di salari dignitosi, garanzia della libertà sindacale e di contrattazione, non utilizzo di punizioni corporali, non discriminazione) ed ambientali (energia impiegata, rifiuti prodotti, ambienti di lavoro) della produzione.
Nel 1998 le sopracitate associazioni hanno promosso una petizione popolare con la raccolta di 160.000 firme presentata nel gennaio 99 a Roma a Violante.
La petizione è stata poi trasformata in disegno di legge e presentata al Senato da Natale Ripamonti.
I punti qualificanti della proposta della nuova legge sono:
l'obbligo per le imprese di pubblicare annualmente un rapporto sugli aspetti sociali ed ambientali della loro produzione,
l'istituzione di un'Autorità di vigilanza sul rispetto della dignità del lavoro,
l'istituzione di un marchio di qualità sociale che l'Autorità di vigilanza attribuisca solo alle imprese che dimostrino
di rispettare in tutto il mondo i fondamentali diritti dei lavoratori.
Ora siamo nella delicata fase della discussione e votazione, iniziata il 23 settembre 99 all’interno della X commissione della Camera, "Attività Produttive". Tutti i testi in questione, insieme ad altri disegni di legge sul lavoro infantile, sono stati unificati nella dizione "certificazione di conformità sociale".
La legge però stenta ad essere varata e le proposte in discussione in Parlamento, a nostro avviso, non vanno nella giusta direzione. La maggior parte dei provvedimenti prevede infatti l'introduzione di un marchio autocertificato dalle imprese attestante che i loro prodotti non incorporano lavoro minorile. Non solo il principio dell'autocertificazione è fortemente contestabile, ma consideriamo anche sbagliato occuparsi solo di lavoro minorile perché sappiamo che fin quando non saranno garantite condizioni di lavoro dignitose agli adulti, le famiglie saranno costrette a chiedere ai loro figli di lavorare.
Per queste ragioni chiediamo una legge che tenti di tutelare tutti i diritti fondamentali dei lavoratori e che introduca un marchio per la qualità socioambientale del lavoro attribuito a seguito di accertamenti.
Una legge del genere, ovviamente, sarebbe poco gradita alle imprese. Per questo trova pochi sostenitori in Parlamento. In definitiva ha possibilità di essere accolta solo se dalla società arriva una forte richiesta in questa direzione.
E’ necessario aumentare la pressione popolare, dirigendosi in due direzioni: da un parte intensificando i rapporti con i parlamentari per portarli sulle loro posizioni, dall'altra progettando altre iniziative di pressione.
Oltre all’invio di due cartoline, una alla Camera e l’altra al Senato, le associazioni promotrici hanno deciso di organizzare per il 15 aprile, anniversario delle morte di Iqbal Masih (piccolo lavoratore di pelli pakistano ucciso dalla mafia), l’operazione "piccole firme per grandi diritti".
Lettere, disegni ed elaborati raccolti in 1000 classi d’Italia verranno portati davanti a Piazza Montecitorio da una delegazione colorata e allegra di adulti e, possibilmente, bambini che, muniti di tanti palloncini -su cui attaccare i disegni- e di un sacco di stoffa pieno di lettere, provvederà a consegnare i lavori all'on. Violante.
Per far passare le nostre proposte e in tempi brevi, per avere una legge efficace ed applicabile c'è bisogno che molti facciano sentire la loro voce partecipando alle varie iniziative che la coalizione sta promuovendo. Il lavoro di sensibilizzazione su queste tematiche soprattutto in ambito scolastico e il coinvolgimento dei giovani, la manifestazione davanti a Palazzo Montecitorio, sono tante piccole tappe per arrivare ad una legge innovativa ed incisiva, rispettosa dei diritti umani, soprattutto dei più deboli e di chi non ha voce.
Potete richiedere le cartoline della campagna al collettivo Panoramix.
Consultando la pagina WEB: www.manitese.it/trasparenti è possibile seguire costantemente l’evoluzione della proposta.