Quando il numero è chiuso
Qual è la situazione degli studenti che quest'anno hanno presentato ricorso
di Giovanni Cordima
Pubblichiamo questo articolo a cura dell’Unione degli Universitari di Milano preferendo lasciare la parola sui ricorsi a chi ormai da alcuni anni segue la questione molto da vicino.
Anche quest'anno l'Unione degli Universitari ha organizzato in tutta Italia ricorsi collettivi al Tar contro le esclusioni dai corsi di laurea e di diploma universitario a numero contingentato. Dopo un inizio promettente per le sorti dei ricorrenti - dovuto al tendenziale accoglimento dei ricorsi da parte dei tribunali e alla conseguente possibilità per gli studenti di ottenere l'iscrizione con riserva - la Corte Costituzionale, sentenziando la legittimità dei numeri chiusi, ha posto un macigno sul percorso giudiziario. Numerosi Tar e, successivamente, il Consiglio di Stato hanno preso atto del nuovo orientamento, incominciando a rigettare le istanze degli studenti, con conseguente potenziale estromissione degli iscritti con riserva (che in buona parte hanno già sostenuto con profitto esami e regolarmente pagato le salate rette universitarie) dai corsi di laurea da parte dei Rettori. Di fronte all'orientamento della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato, il Tar competente (cioè quello per il Lazio) ha comunque deciso di continuare a concedere le sospensive (cioè l'ordine alle Università di accettare le iscrizioni dei ricorrenti). In questa situazione, l'unica possibilità di conservare le iscrizioni ottenute dagli studenti è però affidata alla concessione di una sanatoria o da parte del governo nazionale o da parte dei singoli atenei. E, preso atto della indisponibilità dei Ministri dell'Università e della Sanità di concedere una sanatoria generale, alcuni atenei (ad esempio quelli di Firenze, Pisa, Torino, Ferrara) si sono mossi in questo senso, procedendo alla regolarizzazione delle iscrizioni. Scandalosamente il Consiglio del Corso di Laurea in Medicina ha votato contro l'ipotesi di adottare anche a Milano un siffatto provvedimento. E ciò grazie all'opposizione dei docenti che in assemblea hanno quasi tutti espresso parere negativo (vedi anche articolo dal titolo "Le ultime dal Consiglio di Corso di Laurea" n.d.r). Per ribaltare questa situazione, non possiamo quindi che agire per convincere il Consiglio di Facoltà ed il Senato Accademico sulla opportunità e giustezza di un provvedimento che regolarizzi la condizione dei ricorrenti. A questo fine chiediamo a tutti i lettori - ed in particolare ai ricorrenti degli scorsi anni - di partecipare alle numerose iniziative che organizzeremo nelle prossime settimane ed alle assemblee che si terranno ogni giovedì alle ore 17,00 nell'aula 200 di via Celoria, 20.