Illusioni e Certezze

Storie surreali di un futuro medico

di Claudia Righini

 

 

Sei anni. Fatica e sudore. Sui libri, ma soprattutto per restare viva, con sogni speranze e qualche obiettivo, su cosa fare dopo il "purgatorio" universitario.

Sembra facile, ti dici. Dopo la laurea, ci sono le specialità. Sembra facile. Già, perché fin dal secondo anno cominci a spaventarti ai racconti delle poche chance che hai di entrare (non si tratta di sfiga, si tratta di numeri …), e di quanti favori e lavoro non "medico" dovrai fare per entrare, quali sono i primari "giusti", quali quelli "inutili" … Oddio che mal di testa. E sei poi così sicura della specialità da scegliere? E se fossi in ritardo per fare l’internato? E se la figlia del tal professore che è una brocca ti scavalca solo perché è figlia di… Che casino!

Seconda chance: hai scoperto che non esiste solo il medico ospedaliero. Il 60% dei medici lavorano al di fuori delle Aziende Ospedaliere. I più numerosi: i medici di medicina generale (MMG). Allora ti informi. Magari ti appassioni. Decidi che può essere un lavoro interessante. Stabiliresti da te i tuoi orari, avresti dei pazienti da seguire nel tempo, di cui prenderti cura sapendo anche come vanno a finire le loro vicende, non dovresti lavorare le notti né la domenica, niente primari imbecilli che ti comandino, né bisogno di ungere nessuna ruota per entrare in una specialità. Però una scuola c’è. Bene, dici, così l’accesso è a numero chiuso e almeno quando finisci sai di poter trovare un posto in breve tempo. Per di più la scuola dura solo due anni …alla faccia di chi ne fa cinque di specialità !! Ok, dici, questa è la mia strada. Che bello. Passano gli ultimi due anni di università e tu ti appassioni sempre di più a questo mestiere. Inizi a frequentare ambulatori, vuoi essere certa che ti piaccia, e che tu possa farlo. Te ne freghi di ungere i "primari giusti". Fai una tesi che ti piace, ti laurei e ti spari una vacanza post-laurea rilassata senza reparti ospedalieri in cui dover per forza mostrare la tua presenza 366 giorni l’anno. Hai capito cosa vuoi. Farai il medico di base, a novembre continui rilassata il tirocinio anziché girare come una trottola per università e test di specialità, e poi frequenti seriamente il tirocinio semestrale, così in attesa del concorso continui ad imparare. Tanto se anche entrassi in specialità non potresti accettare: ti sarebbe poi precluso l’accesso al corso per medici di medicina generale.

Che bello sapere cosa fare e avere la strada segnata. Aspetti l’esame di Stato e il concorso.

Poi, la doccia fredda. Scopri di non essere una privilegiata. I tuoi compagni di corso che sono entrati in specialità non hanno ancora sostenuto l’esame di Stato. Eppure hanno potuto fare il loro concorso quest’anno per una norma che gli permette di iniziarlo e di essere poi confermati dopo l’abilitazione professionale. A te, invece, che ti sei laureata in perfetto orario a luglio del sesto anno, e che vuoi fare il medico di base, questo privilegio non è concesso. Già ti secca abbastanza che la prima sessione d’esame a cui ti è permesso partecipare sia maggio-giugno. Sì…perché tu da fine gennaio hai consegnato il tuo libretto rosso. Ma non puoi lavorare. Né in nero né in chiaro. Ma come…i tuoi amici specializzandi al primo anno in ospedale coprono guardie e assegnano farmaci senza quell’esame…e tu? Esercizio abusivo della professione medica. Sarebbero grane penali. E perdi lavori su lavori (si parla di sostituzioni, ma ben pagate!) per motivi burocratici. Dannate date d’esame, e pensare che ti sei laureata da dieci mesi, che sei brava e che ti chiamano… Vabbè, aspetti con santa calma l’esame e poi il concorso.

E seduta sul fiume, le sorprese non tardano ad arrivare. L’ultimo bando di concorso per il corso biennale per la formazione dei medici di base è uscito nel 1998. Quello successivo sarebbe dovuto uscire nel 1999. Ma è slittato fino al 2000. Ogni 2 settimane chiami in Regione o all’ordine dei medici ma lì rimandano la sua uscita di 14 giorni in 14 giorni. Stai sudando freddo, perché in realtà non aspetti che esca, ma che al contrario non esca finché tu non abbia sostenuto l’esame di Stato, e ti sia iscritta all’ordine…sì, perché nel frattempo hai scoperto che in questo concorso, al contrario dei privilegiati specializzandi, non hai nessuna chance di essere ammesso se non hai già in mano il tuo numerino dell’ordine. Ti agiti. Chiami tutte le fonti che abbiano notizie utili. Ti rilassi quando fonti molto attendibili ti dicono che si parla di luglio. E che anche se il bando fosse pubblicato prima, le commissioni cercherebbero di interpretare il più elasticamente possibile le condizioni di iscrizione. Ti rilassi, e inizi anche a fare progetti su quando inizierai il corso, avrai dei soldini e magari potrai iniziare ad uscire di casa. Quando ti sei messa bella tranquilla: il caos.

Ti chiamano, non ci credi, la mattina dopo richiami in Regione. Il bando di concorso è uscito. L’11 aprile 2000. Scadenza iscrizioni: 11 maggio 2000. Requisiti essenziali all’atto dell’iscrizione (e non dell’espletamento dello scritto, che potrebbe essere anche in novembre!!): laurea, abilitazione, iscrizione all’albo professionale. Data inizio sessione esame di Stato: 16 maggio 2000. Anche se pregassi in turco gli addetti per essere esaminata i primi tre giorni, arriveresti al 20 maggio. E con l’attesa della notifica dell’ordine dei medici, arriveresti a fine maggio. Il concorso è servito. Attendere prego. Verosimilmente, fino al 2002.

Ah, per completezza: nelle ultime leggi regionali e nazionali, viene sempre enunciato il principio teorico per cui dovrebbe essere privilegiata e incentivata la medicina di base. Quindi la loro prima scelta è stata, giustamente, di ostacolare ogni neolaureato ben motivato, e rendere il corso per medici di medicina generale il rifugium peccatorum di tutti quelli che non sono ancora entrati da nessuna parte in tre anni, e tanto per tentare, provano anche quello.

 

Cosa farò io? Mi disperderò nel sottobosco dell’occupazione medica precaria, che credetemi, è molto ricco. Agopuntura (meno male che sono stata previdente e a Settembre ho iniziato un corso quadriennale altamente qualificante), sostituzioni ai MMG, sostituzioni per le guardie mediche, medico del 118 (se prima mi pago quattro corsi fra BLS, ATLS e successivi), guardie nei ricoveri per anziani, guardie o assunzioni nelle cliniche private in giro per la Brianza, magari una borsa di studio part-time presso un istituto di ricerca (basta avere qualche angelo custode che ti avvisi di questa opportunità al momento giusto). Il tutto all’insegna della precarietà, degli spostamenti frenetici, e del reddito decente ma incerto.