Transizione al Sacco


di Giorgio Boncoraglio


Nel polo di Vialba l'idea degli anni di transizione, i cosiddetti "ibridi" tra la vecchia Tabella 18 e il Nuovo Ordinamento, non ha avuto molta fortuna. Il quinto anno non è stato nemmeno considerato tra i potenziali beneficiari del progetto mentre per il quarto professori, studenti e strutture insufficienti hanno fatto in modo che si risolvesse tutto con un nulla di fatto.

Ma ormai quello che è fatto è fatto e così al Sacco, per l'anno 98/99, verrà attivato soltanto il terzo anno ibrido. Le aspettative, alla partenza, erano molte, così come i timori. Di certo per ora non c'è molto, tanto che a detta del prof. Santaniello, responsabile della didattica del primo triennio, i programmi dei corsi si definiranno strada facendo, visto che dalle commissioni centrali di via Festa del Perdono non sono arrivate indicazioni precise in merito.
Il corso di Fisiologia non subirà variazioni rispetto agli anni precedenti, poiché gli obiettivi del corso rientrano quasi tutti nel core curriculum del N. O. Nel primo semestre il prof. Mariotti terrà le lezioni di neurofisiologia per gli studenti della transizione, mentre nel secondo semestre il prof. Cavallari spiegherà la fisiologia generale al terzo anno ibrido e al secondo del N.O. insieme.
La Patologia generale per quest'anno non sarà tenuta dal prof. Perin, entrato in anno sabbatico, ma dalla prof.ssa Ferrero, titolare in precedenza del corso di Fisiopatologia per le linee di Città Studi.
Tutto nuovo sarà il corso di Diagnostica generale che partirà nel secondo semestre. Il prof. Costanzi, come responsabile del triennio clinico, avrà il compito di riunire i docenti di quelle discipline che confluiranno nel nuovo corso; questi dovrebbero essere tutti interni del Sacco e avranno il compito di definire modi e tempi della materia, compresa la nomina di un responsabile. Il nuovo corso servirà a mostrare agli studenti le possibilità delle diverse branche diagnostiche: un posto di primo piano sarà occupato dalla medicina di laboratorio, ma ci saranno anche elementi di radiologia, microbiologia e anatomia patologica. La Diagnostica generale avrà numerosi punti in comune con le discipline del secondo triennio tanto da avere i presupposti, secondo alcuni, per la costituzione di un corso verticale, integrato cioè con le discipline degli anni successivi. A proposito di corsi verticali, gli stessi docenti sono unanimi nel dire che la maggiore integrazione tra discipline di base e corsi clinici porterebbe ad un miglioramento pedagogico, ma il cammino in questo senso è molto difficile, anche se qualcosa si sta già muovendo: dovrebbe essere prossima infatti la partenza del corso verticale di Malattie infettive (malattie infettive e microbiologia).
Gli elettivi partiranno dal secondo semestre, poiché non è stato possibile organizzarne un numero sufficiente a partire da subito. Nei progetti in cantiere c'è anche la riorganizzazione dell'archivio informatico del terzo, quarto e quinto anno che in un futuro speriamo prossimo dovrebbe permettere a tutti gli studenti di potersi iscrivere agli esami attraverso i terminali e, udite udite, forse anche attraverso internet ( per l'anno di transizione anche agli elettivi ).

Insomma, la tanto auspicata revisione dei programmi non è ancora avvenuta e l'impressione è che gli studenti del terzo anno faranno loro malgrado da catalizzatori per smuovere i nostri professori dall'immobilismo didattico nel quale è caduta una buona parte di loro. D'altra parte nulla nasce perfetto ed era inevitabile affrontare una prima fase di sperimentazione. Da tutto ciò comunque gli studenti non avranno alcuno svantaggio, godranno dei vantaggi degli incentivi come il ridotto carico orario e il calendario "condensato", e per l'anno venturo si troveranno in un corso di laurea in gran parte rinnovato. O almeno così si spera.


Maggio 1998 torna all'home page