Dichiarazione di Cos


Riuniti in Grecia, nell'Asklepieion di Cos, l'isola di Ippocrate

il 30 ottobre 1992

tutti noi che con ruoli diversi lavoriamo

al servizio della salute

attenti alle motivazioni del nostro impegno per la promozione

di pratiche responsabili,

consapevoli dei possibili condizionamenti indotti sul nostro operare

dal potere della politica e dell'economia

e dall'abuso della scienza e della tecnica,

manifestiamo la volontà

di affermare i fondamenti dei nostro impegno etico.

In conformità con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo,

secondo il fondamentale principio del rispetto dell'essere umano

ci impegniamo

Dichiariamo solennemente che la salute dell'altro è il nostro fine e non il nostro mezzo.




Alla fine del mese di ottobre del 1992
, più di 160 persone si sono ritrovate nell' isola di Cos, in Grecia, per il sesto incontro dell' Ecole Dispersée de Santé Européenne (EDSE) e per una settimana hanno discusso sul tema: "Verso un nuovo giuramento di Ippocrate? Il ruolo del soggetto nelle pratiche mediche e sociali." Ma facciamo due passi indietro per spiegare a brevi linee cos'è l'Ecole dispersée de Santé:

L'EDSE è stata fondata a Bruxelles nel 1985 e raggruppa operatori di professioni diverse nel campo sanitario e sociale (medici, psicologi, infermieri, assistenti sociali ,docenti universitari ecc). Si chiama "dispersée" (dispersa) perché si rivolge a tutti coloro i quali vogliono disperdere, seminare e diffondere i suoi principi fondativi. Già nel testo elaborato nel corso del primo incontro, i partecipanti avevano in comune la convinzione che la crisi della sanità non fosse dovuta solo a difficoltà di tipo economico ma che l'enorme aumento della spesa sanitaria affondasse le sue radici nella crisi della medicina cosi come viene praticata nei paesi industrialmente avanzati Gli sviluppi della scienza e la messa sul mercato di tecnologie via via più sofisticate hanno dotato la medicina di strumenti efficaci per sconfiggere un grande numero di malattie . Tuttavia, questi progressi sembrano autorizzare a dimenticare che " l'oggetto" della medicina è un "soggetto", un paziente, e che la malattia s'iscrive nella sua storia , quindi che non può essere ridotta al solo sintomo. Colui che cura deve imparare a guardare, ad ascoltare ( l'importanza dell'ananmesi), a informare il paziente delle possibili scelte terapeutiche e così ad accompagnarlo verso la guarigione o verso il maggior grado possibile di benessere.

Tutte queste riflessioni , radicate nella pratica clinica quotidiana, portano ad un approccio olistico della malattia. Per meglio concretizzare queste idee e con un fine divulgativo/pedagogico fu disegnata e poi fabbricata la "valigia dei sintomi" (valise à symptomes). Questo oggetto trasparente, a forma di valigia, è riempito con varie scritte: famiglia, lavoro, cultura, quartiere, certezze, dubbi, dolore ecc.. Rappresenta tutto ciò di cui bisogna tener conto nel momento in cui un paziente si presenta per una consultazione.

Il modello che propone l'EDSE implica l'etica e serve da crinale tra due posizioni: la prima cerca di affrontare la malattia, la seconda di accompagnare il malato. Come non fare riferimento alla Grecia e a Ippocrate?

Cosi nel 1991, alla fine di uno degli incontri internazionali, è stato lanciato questo appello:
"Grecia, Mar Egeo, Cnido e Cos, V secolo a.C. Sotto gli auspici dei servi di Esculapio che interpretano i sogni, due scuole di medicina si disputano la "verità" sulla malattia.

A Cnide si interviene in fretta sulle parti del corpo sofferente.

A Cos si professa che occorre " prima di tutto non nuocere", si mette in primo piano il problema del malato e della prognosi.

In effetti, si discute molto tra queste due scuole che solo un braccio di mare separa.

Oggi, venticinque secoli dopo, il problema resta lo stesso, ma si finge di ignorarlo.

A Cos, luogo simbolico della medicina del soggetto, vogliamo denunciare la medicina come affare e la tendenza sempre più marcata alla privatizzazione dell'intero sistema sanitario e sociale. Nell'Europa del 2000, è necessario un nuovo giuramento: senza partecipazione dei soggetti non c'è cambiamento nella sanità come nella realtà."
Centosessanta persone hanno risposto a questo appello e sono venute a Cos dalla Francia, dalla Germania, dall'Italia, dalla Svizzera, dall'Inghilterra, dal Belgio, dall' Olanda, dalla Romania e naturalmente dalla Grecia. Nel corso dei lavori, l'idea di rinnovare il giuramento di Ippocrate non sembrava corrispondere alle esigenze attuali. I partecipanti hanno lavorato su tre testi differenti e alla fine in una lunga assemblea plenaria , riga dopo riga ha preso forma la "Dichiarazione". E' stata letta in modo solenne in tre lingue, sull'Asklépieion alle ore quindici , l'ultimo giorno, prima di riprendere il largo...

Maggio 1998 torna all'home page