Carta della Formazione del Medico
tratta dalla guida dello studente 1997/98
1. Il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia della Università di Milano
Il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia riconosce la esigenza di un curriculum formativo degli studi medici che, pur ispirandosi ai valori tradizionali propri della figura del medico, sanciti dal giuramento ippocratico, sia tuttavia quanto più possibile coerente con le mutate esigenze della Società nella quale i futuri medici si troveranno ad operare durante la loro vita professionale.
Riconoscendo che la principale richiesta rivolta dalla Società civile al medico di oggi è la capacità di associare ad una solida e sempre aggiornata conoscenza scientifica della Medicina una profonda e convinta sensibilità verso la complessa problematica umana e sociale della salute e della malattia, il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano si impegna nella costruzione di una figura di neolaureato quanto più possibile rispondente a queste esigenze, dotata quindi sia delle basi scientifiche che della preparazione teorico-pratica e relazionale necessarie all’esercizio della professione medica.
Cosciente del limite di tempo assegnato al curriculum, e soprattutto dello smisurato aumento delle conoscenze biomediche realizzatosi negli ultimi decenni, il Corso di Laurea si pone come obiettivo il conferimento al laureato di un ragionevole livello di autonomia professionale, decisionale ed operativa, almeno non inferiore a quello sufficiente per una proficua frequenza dei successivi stadi di formazione post-laurea nei quali, proprio in forza delle esperienze acquisite nel corso di studi, dovrà essere in grado di espletare responsabilmente le funzioni professionali che gli saranno affidate.
Inoltre, il Corso di Laurea intende garantire, sia pure nella progressività di attuazione imposta dai propri limiti strutturali, per il superamento dei quali esso peraltro si impegna al massimo delle proprie possibilità, un ampio spettro di esperienze formative, sia in ambito ospedaliero che ambulatoriale che territoriale, così da fornire allo studente un sufficiente grado di sicurezza e di consapevolezza delle proprie capacità, nonché di conoscenza dei contesti sanitari nei quali egli si troverà ad operare.
Il Corso di Laurea, nel riconoscere la centralità dello studente nel processo formativo, è convinto del proprio dovere irrinunciabile di operare perché la preparazione dei propri laureati, quale verificata in sede di valutazione, non sia, inferiore agli standard qualitativi oggi considerati necessari anche in ambito internazionale e si impegna a fornire agli studenti il massimo livello qualitativo di formazione possibile.
D’altra parte il Corso di Laurea, mentre si attende dagli studenti un atteggiamento di fiducia costruttiva verso il corpo docente, riconosce la importanza fondamentale della loro partecipazione al processo di miglioramento continuo del servizio ad essi reso e si impegna a mantenere con gli stessi un rapporto improntato alla fiducia reciproca e alla comprensione dello sforzo che essi compiono per la propria crescita culturale e professionale.
Il curriculum del Corso di Laurea sarà infine sottoposto a valutazione continua di qualità: nel processo di valutazione saranno coinvolti sia gli studenti che i docenti. Il processo di valutazione di qualità porterà inevitabilmente ad una revisione costante e ad un aggiornamento continuo del curriculum del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia di Milano.
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La particolare ed unica pluralità di strutture formative presenti nella Facoltà di Milano e rappresentate dai Poli Universitari consente una differenziazione dei percorsi formativi in funzione delle peculiari risorse umane e strutturali di ognuna di esse. Peraltro il Corso di Laurea, pur nelle differenziazioni che caratterizzeranno i diversi Poli, riconosce la esigenza di una base omogenea della formazione, ispirata ai principi esplicitati in questa Carta e qui di seguito elencati e finalizzata allo sviluppo di comuni caratteristiche del laureato della Facoltà di Milano.
Lo studente dovrà essere educato a dedicare una costante e profonda attenzione agli aspetti umani della salute e della malattia e a sviluppare la capacità di affrontare i problemi medici secondo una mentalità e una metodologia scientifica, maturate anche attraverso la partecipazione personale a progetti di ricerca; egli dovrà inoltre essere posto in grado di analizzare criticamente ed autonomamente i dati, verificandone i fondamenti scientifici, anche alla luce dei costi della salute.
Una solida, continuativa e precoce esperienza in ambiente clinico, sia ospedaliero che territoriale, sarà elemento necessario per garantire allo studente non solo la confidenza necessaria per la gestione delle problematiche cliniche del paziente, ma anche per consentirgli di acquisire la capacità di relazionarsi a lui ed ai suoi familiari con chiarezza e spirito di servizio, adottando con professionalità ed umanità le idonee strategie comunicative, nella coscienza del valore interattivo della comunicazione e dell’importanza dell’attitudine all’ascolto. Elemento fondamentale sarà quindi la disponibilità alla presa in carico del paziente nell’ottica del servizio a lui dovuto, rispettando i suoi diritti e avendo consapevolezza dei propri doveri.
La rigorosa educazione alla propria formazione permanente, intesa come habitus metodologico e culturale, come forma di disciplina mentale e come qualità irrinunciabile della professione medica, sarà necessaria per conferire allo studente la flessibilità e la disponibilità culturale ad operare nella complessità che caratterizza la Società moderna, nella considerazione della evoluzione del pensiero e del ruolo del medico nei tempi, e della necessità di recepire i mutevoli bisogni di salute della popolazione, anche alla luce dell’incremento costante della popolazione della terza età e dello sviluppo della società multietnica.
Il lavoro in gruppo e la valorizzazione sinergica delle competenze professionali dell’équipe in cui opera saranno passi importanti e significativi della sua formazione, così come la disponibilità alla assunzione delle proprie responsabilità, al riconoscimento dei propri limiti e all’accettazione dello stress prodotto da situazioni particolarmente gravi.
Particolare attenzione dovrà essere dedicata alla esigenza che il giovane medico abbia coscienza del fatto che l’intervento sanitario non deve limitarsi al momento terapeutico, ma deve estendersi anche e soprattutto a quelli preventivo e riabilitativo e di educazione costante del paziente alla salute; altrettanta attenzione dovrà essere dedicata alla acquisizione della consapevolezza del ruolo che fattori genetici e dell’ambiente di vita e di lavoro e soprattutto gli stili di vita hanno sulla qualità della vita stessa e sull’insorgenza e sviluppo della malattia.
In particolare, saranno valorizzate le relazioni esistenti tra esigenze socio-economiche, ambientali e culturali sia del singolo — sano e malato — che della collettività e la necessità per il medico di porsi come interfaccia tra l’individuo, la sua famiglia ed il suo gruppo da una parte e la struttura sanitaria dall’altra.
Il giovane laureato avrà infine avuto modo, attraverso una pluralità di esperienze formative, e soprattutto mediante l’utilizzo delle attività didattiche elettive o opzionali, di sviluppare la capacità di orientarsi nelle varie diversificazioni della professione medica, così da scegliere liberamente la forma professionale più confacente alle proprie caratteristiche culturali e personali.
2. I criteri ispiratori del curriculum della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Milano
Per portare a compimento la formazione di un laureato in Medicina e Chirurgia con le caratteristiche sopra indicate, il Consiglio di Corso di Laurea riconosce opportuno adeguarsi, nella formulazione del piano di studi, ai seguenti criteri:
a) Si dovrà favorire la massima integrazione dei corsi, evitando quanto più possibile ripetizioni eccessive e ridondanze e soprattutto definendo il "core curriculum", inteso come l’insieme delle conoscenze, competenze ed attitudini oggi irrinunciabili per un laureato: la pianificazione dei corsi dovrà essere il frutto di una intensa e continua collaborazione e interazione tra docenti, anche alla luce delle indicazioni del sistema di valutazione di qualità della didattica.
b) Le metodologie didattiche dovranno ispirarsi preferenzialmente al concetto di "apprendimento attivo", che privilegi un approccio per problemi, in maniera da consentire allo studente il continuo esercizio della integrazione, della gestione e della applicazione di conoscenze e competenze tra loro interrelate, come base per l’apprendimento della tecnica del ragionamento medico, inteso come strumento per dominare la complessità dei problemi stessi.
c) Sarà privilegiata, allo scopo di favorire una crescita globale dello studente in Medicina, la sua esposizione quanto più possibile precoce ad esperienze di tipo sanitario e, quando e dove possibile, anche clinico, nonché il continuo richiamo, anche negli anni clinici, alle conoscenze di base.
d) Al contempo sarà raccomandata a tutti gli studenti, nei limiti delle strutture e delle risorse disponibili, la frequenza in un Laboratorio scientifico per un periodo di tempo che consenta almeno la conoscenza della struttura organizzativa dello stesso da un lato, e la possibilità di seguire un esperimento scientifico nelle sue fasi fondamentali dall’altro.
e) I programmi di tutti i corsi dovranno essere sostanzialmente ridimensionati nei loro aspetti informativi, a favore dello sviluppo di una valenza di tipo metodologico, così da favorire nello studente la abitudine all’analisi scientifica della complessità e della struttura dei problemi, più che alla analitica conoscenza delle loro componenti.
f) La scelta degli obiettivi specifici dei corsi biologici dovrebbe essere fatta prioritariamente sulla base dei seguenti criteri:
g) La scelta degli obiettivi specifici dei corsi clinici dovrebbe essere fatta prioritariamente sulla base dei seguenti criteri:
h) L’asse portante della formazione dello studente è da considerarsi la pratica clinica di tipo generale, con specifico riferimento alla Medicina Generale che, a misura che lo studente acquisirà le basi nosografiche e fisiopatologiche delle malattie (e quindi nella necessaria gradualità), offrirà allo studente la prospettiva clinica dell’approccio olistico alla malattia soprattutto attraverso la metodologia della discussione del caso clinico.
i) Le discipline cliniche specialistiche dovranno fornire le basi nosografiche e fisiopatologiche della patologia d’organo garantendo poi, nella fase clinica più generale, il proprio contributo sinergizzante ed integrante.
j) Poiché il profilo del laureato delinea una figura professionale aperta, oltre che ai tradizionali interventi in ambito ospedaliero, anche a quelli in ambito ambulatoriale e territoriale, è necessario che la formazione preveda momenti di:
k) A tutti gli operatori della salute è costantemente richiesta la capacità di lavoro in gruppo, che comporta collaborazione, confronto continuo, comunicazione corretta e riscontro costante. Queste abilità dovranno essere acquisite dallo studente mediante moduli formativi specifici che prevedano:
l) La elaborazione e la interiorizzazione da parte dello studente degli aspetti etici della professione — non meno che di quelli relazionali — avranno luogo in maniera sostanzialmente contestuale ed interattiva, discendendo dal confronto dello studente con situazioni reali i cui protagonisti sono il paziente e i suoi familiari, il medico, gli operatori della salute, il docente.
m) Lo sviluppo delle potenzialità terapeutiche e l’allungamento della vita, nonché la sempre maggiore rilevanza di fattori di disagio psichico che accompagnano la malattia, impongono al medico moderno una particolare capacità di gestire il vissuto della propria professione in maniera quanto più equilibrata possibile. A questo scopo saranno opportuni moduli formativi specifici su: educazione al paziente, presa in carico del paziente, burn-out, accettazione della morte e dei limiti della medicina, assunzione di responsabilità.
n) Gli esami dovranno essere coerenti con gli obiettivi di apprendimento del core curriculum. In linea di massima, il Corso di Laurea riconosce la opportunità che gli obiettivi di tipo cognitivo siano preferenzialmente valutati secondo prove oggettive, scritte, opportunamente integrate da colloqui finalizzati alla valutazione della capacità di ragionamento dell’allievo. Per gli obiettivi di tipo relazionale e di quelli di tipo gestuale si impone invece una valutazione pratica secondo modalità obiettive di rilevamento delle capacità maturate.
o) Le innovazioni che il nuovo Ordinamento introduce richiedono un cambiamento nella mentalità e nelle abitudini didattiche di molti docenti, cambiamento che il Corso di Laurea deve favorire offrendo adeguate occasioni di aggiornamento pedagogico. Il Consiglio di Corso di Laurea dovrà impegnarsi per promuovere adeguate occasioni di riflessione e di studio almeno sui seguenti temi:
3. Conoscenze, competenze pratiche ed attitudini irrinunziabili del laureato in Medicina e Chirurgia
La esigenza di soddisfare i principi sopra enunciati impone una definizione, sia pure non completa, delle conoscenze, delle competenze pratiche e delle attitudini essenziali che il Corso di Laurea si impegna a fornire al proprio studente.
Esse non intendono coprire la intera gamma delle competenze professionali del medico, ma costituiscono il "core curriculum" del Corso di Laurea, comune a tutti i Poli: ad esse si affiancano le specifiche peculiarità di ogni Polo, e soprattutto la gamma delle attività elettive, intese come una ulteriore offerta allo studente per sviluppare le proprie curiosità, per valutare le proprie capacità, per confrontarsi con esperienze differenziate che lo aiutino a prendere poi, con serenità e con consapevolezza, le decisioni cruciali della propria professione.
Il Consiglio di Corso di Laurea sottolinea la importanza di una continua collaborazione con la Amministrazione Universitaria affinché siano rese disponibili le risorse necessarie per raggiungere questi obiettivi, sia pure con gradualità.
A. CONOSCENZE
Il laureato del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia della Università di Milano possiede un ragionevole grado di conoscenze nei seguenti campi del sapere medico:
1. le scienze di base e l’acquisizione di un metodo e di una mentalità scientifica critica applicabile in campo clinico;
2. le malattie, con riferimento ai fattori eziofisiopatologici che le sottendono;
3. i principali problemi medici che si presentano più frequentemente al medico;
4. le modalità di manifestazione della malattia in pazienti di età diverse, le differenti reazioni alla malattia e le diversità di comportamento in gruppi di classi culturali o sociali differenti;
5. il management complessivo del paziente (ivi compresi i principi del nursing moderno), i metodi della diagnosi ed i principi fondamentali della tecnologia strumentale; i principi terapeutici fondamentali, il management delle malattie acute; gli agenti terapeutici e i meccanismi d’azione, le loro indicazioni e i criteri di scelta, anche in base agli effetti collaterali indesiderati e alla tossicità;
6. i fondamentali meccanismi che sono alla base del comportamento dell’uomo, inteso nella sua globalità e i principi che regolano le relazioni umane, sia tra individui che nella comunità, con particolare riguardo ai principi della comunicazione con i pazienti, i loro familiari e gli operatori della salute;
7. le regole di buona pratica che regolano la gestione del disabile, le risorse derivanti dall’interazione sociale e sanitaria e le differenti competenze e responsabilità fra operatori assistenziali ed operatori sanitari; l’approccio terapeutico alle malattie croniche, i fondamenti della riabilitazione e delle cure palliative, l’assistenza al morente, la valutazione critica delle decisioni diagnostico-terapeutiche anche in termini di costo-beneficio, nonché l’interpretazione dei risultati sul singolo paziente e sulla popolazione;
8. le norme e i mezzi di prevenzione e di promozione della salute, la metodologia di individuazione dei problemi prioritari di salute, la metodologia di ricerca epidemiologica e la raccolta dei dati nonché i rischi ambientali, del territorio e della società in cui il neolaureato si troverà ad operare; i doveri giuridici e deontologici del medico e le implicazioni giuridiche, assicurative e sociali dell’atto medico;
9. la struttura del SSN e gli aspetti organizzativi ed economici della sanità, i principi della valutazione di qualità dell’assistenza medica;
10. l’applicazione delle tecniche informatiche alla pratica medica e le modalità di accesso alle fonti più appropriate per l’aggiornamento e la formazione permanente;
11. la adeguata conoscenza della lingua inglese
B. COMPETENZE PRATICHE
Il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia di Milano si impegna affinché, nella necessaria gradualità e nei limiti imposti dalle effettive disponibilità nei Poli, il neolaureato abbia maturato una ragionevole esperienza che gli consenta, al termine del corso di studi, di possedere una serie di competenze pratiche sia generali, che specialistiche, che di primo intervento. Esse debbono garantire al neolaureato il livello di autonomia professionale e di qualità della pratica medica — pur nel rispetto dei diversi livelli di responsabilità — richiesti dalla vigente legislazione.
Tra esse vengono sottolineate in particolare le seguenti, cui dedicare, nei limiti delle possibilità pratiche e della necessaria gradualità, attenzione particolare:
1. Competenze metodologiche di base:
1. Raccogliere con metodo un’anamnesi completa e compilare correttamente la cartella clinica
2. Effettuare un esame obiettivo completo
3. Interpretare i dati emersi dall’anamnesi e dall’esame obiettivo
4. Effettuare una prima valutazione dei problemi del paziente e formulare un piano diagnostico, tenendo presente anche gli aspetti di costo-beneficio
2. Competenze generali
5. Compilare correttamente una prescrizione medica
6. Effettuare una certificazione medica
7. Effettuare iniezioni intramuscolari, intradermiche, sottocutanee ed endovenose
8. Eseguire un prelievo di sangue venoso e arterioso
9. Eseguire in condizioni di sterilità o meno prelievi di secrezioni corporee superficiali (per indagini batteriologiche o per ricerche cellulari)
10. Eseguire un ECG ed interpretarne le modificazioni più significative
11. Esaminare con oftalmoscopio un fondo oculare
12. Eseguire un esame otoscopico
13. Eseguire una intradermoreazione con diluizioni
14. Eseguire i più semplici esami di diagnostica chimico clinica di urgenza
15. Posizionare un sondino naso-gastrico
3. Competenze di primo intervento
16. Medicare ferite
17. Attuare le misure di emergenza in caso di emorragia
18. Trattare un’ustione corneo-congiuntivale da sostanze chimiche (acidi o alcali)
19. Garantire la respirazione in condizioni di urgenza
20. Assistere il parto
21. Acquisire una sufficiente esperienza, almeno su manichino, in alcune particolari manovre diagnostiche e terapeutiche, tra cui: esplorazione rettale e vaginale, bendaggi, immobilizzazione di fratture, massaggio cardiaco esterno, respirazione bocca a bocca e con "Ambu", cateterismo vescicale, suture di ferite superficiali, toracentesi e paracentesi, trasporto di un soggetto traumatizzato
C. ATTITUDINI
La Facoltà ritiene indispensabile che lo studente acquisisca nel corso degli studi le attitudini e le capacità psico-relazionali necessarie per il raggiungimento di un adeguato livello di professionalità nella futura pratica medica, sia nella relazione di cura, di prevenzione e di educazione dell’individuo e della popolazione, sia nel proprio sviluppo personale. L’impegno è volto alla creazione di un medico che sia in grado di:
1. riconoscere i diritti del paziente, agendo nel pieno rispetto del diritto al consenso informato, nell’ottica di offrirgli sempre il più alto livello di qualità della prestazione professionale, avendo consapevolezza dei propri limiti rispetto alla sua volontà;
2. instaurare una comunicazione efficace ed un rapporto empatico sia con i pazienti che con i loro familiari ed i colleghi e anche con persone appartenenti ad un ambito culturale diverso dal proprio, senza alcun pregiudizio sulla persona, sui suoi valori, sul linguaggio e sullo stile di vita;
3. sviluppare un approccio alla conoscenza che sia basato sulla curiosità e sull’esplorazione attiva piuttosto che sull’acquisizione passiva delle informazioni. Il medico dovrà avere maturato la esigenza, intesa come obbligo morale verso di sé e verso il paziente, di aggiornare continuamente le proprie conoscenze durante la propria vita professionale, con capacità di adeguarsi in modo elastico e dinamico alla variabilità dei bisogni di salute della popolazione con cui si troverà ad operare;
4. lavorare in armonia nel gruppo, riconoscendo i propri limiti e ricorrendo alle competenze altrui quando necessario; operare con flessibilità nella situazione terapeutica e nel lavoro di gruppo; sviluppare la capacità di leadership e di necessario controllo dell’operato del lavoro del gruppo; sviluppare capacità di autovalutazione e di valutazione dei colleghi;
5. accettare le responsabilità etiche e deontologiche implicite nelle attività di cura della persona e nello sviluppo della salute della popolazione; sviluppare disponibilità a riconoscere l’errore medico e favorire l’attitudine all’autocritica;
6. considerare la educazione sanitaria del paziente e della persona sana come parte integrante del proprio impegno professionale.
Significato della Carta della Formazione del Medico
Nessuna riforma del curriculum studiorum di una Facoltà universitaria può legittimamente aspirare ad affermarsi, se non è accompagnata dalla chiara enunciazione dei principi cui essa si ispira, nonché dalla condivisione di questi principi sia da parte di coloro che dovranno attuarla — i docenti — sia, naturalmente, da parte di coloro che la utilizzeranno — gli studenti.
È per questa ragione che il Consiglio di Corso di Laurea e la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Milano, nel dare attuazione al nuovo Ordinamento degli studi medici emanato nell'autunno del 1966 dal Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, hanno ritenuto di dover per prima cosa definire i criteri cui i due organi accademici si sarebbero ispirati nella pratica attuazione delle norme legislative.
Ne è derivata questa "Carta della formazione del medico", che rappresenta il "patto educativo" che il Corso di Laurea e la Facoltà stringono con i propri studenti, assumendo l'impegno a sviluppare insieme ad essi, pur nella necessaria gradualità, un modello formativo più adeguato alle esigenze della Sanità moderna, ed espressione di una Università intesa come Servizio.
I principi, gli impegni e le indicazioni pratiche contenute nella Carta sono altresì alla base delle peculiarità del curriculum del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia di Milano, che intende caratterizzarsi per una maggiore centralità nel rapporto docente-studente e per un approccio formativo che, partendo dalla riconosciuta esigenza di scientificità nella moderna medicina, formi medici consci della responsabilità insita nella loro professione e ad essa quindi preparati.
La "Carta della formazione del medico" comprende tre parti: nella prima vengono enunziati i principi cui si ispira il Corso di Laurea; nella seconda vengono formulate indicazioni di ordine operativo, che di questi principi rappresentano la conseguenza. Nella terza, infine, vengono indicati gli aspetti più tipicamente "professionali", pratici, della formazione che il Corso di Laurea si impegna a fornire allo studente. Questa terza parte vuole sottolineare l'impegno a valorizzare, accanto alla formazione teorica, quella più schiettamente pratica e professionalizzante.
La Carta della formazione ha già prodotto i suoi primi frutti: infatti il nuovo curriculum prevede importanti novità, che lo allineano a quello delle più avanzate Università estere. La riduzione del numero degli esami, l'istituzione di due nuovi corsi "Introduzione alla Medicina" e "Comunicazione e Relazione in Medicina", lo sviluppo dell'internato obbligatorio per circa venti settimane e soprattutto l'introduzione delle attività elettive, che consentiranno allo studente di misurarsi con le proprie inclinazioni professionali scegliendo le offerte formative a lui più congeniali, sono altrettanti esempi dello sforzo compiuto dal Corso di Laurea per l'applicazione dei principi qui espressi.
La piena realizzazione dei contenuti di questa Carta richiederà un profondo cambiamento da parte dei docenti non meno che degli studenti, sia nella cultura dell'insegnamento che in quella dell'apprendimento, che potrà completarsi solo gradualmente e non in tempi brevissimi: ma esso sarà tanto più rapido e profondo quanto maggiore sarà la collaborazione di quanti sono sinceramente interessati all'adeguamento degli studi medici alle esigenze della Società nel nuovo millennio.
Questo documento è il frutto di un lungo lavoro e di un appassionato dibattito che ha coinvolto docenti e soprattutto studenti: anche per questo motivo, esso riveste un valore del tutto particolare, che è motivo di soddisfazione e di speranza per il Corso di Laurea e la Facoltà.
La "Carta della formazione del medico" è stata formulata dal Consiglio di Corso di Laurea e approvata dal Consiglio di Facoltà nel luglio 1997.
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