DUE PAROLE SUL C.N.S.U.
Cosa sarebbe dovuto essere l’organo per cui non abbiamo mai votato
di Lele Castaldi
Con le normali elezioni studentesche per gli organi accademici quest’anno si sarebbero dovuti eleggere anche i rappresentanti al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU). Questi sarebbero stati eletti, con sistema proporzionale, sulla base di quattro macro-collegi : nord-ovest, nord-est, centro e sud, per un totale di 28 rappresentanti degli studenti; è evidente come tale sistema elettorale agevoli notevolmente tutte quelle organizzazioni studentesche che fanno riferimento a strutture politiche nazionali (vedi C.L. o U.d.U.), penalizzando, invece, tutte le esperienze di autorganizzazione studentesca presenti nelle varie Università.
Bisogna, inoltre, sottolineare come il CNSU avrebbe avuto esclusivamente un potere consultivo e ciò avrebbe reso quest’organo, di fatto, un "parlamentino" studentesco utile solo ad avallare la politica portata avanti dal ministero, in linea, d’altronde, con la "gioiosa logica concertativa", in questi ultimi anni così in voga.
A tutto ciò va aggiunto che il ministero, nell’organizzazione di queste elezioni, si è reso colpevole di tanti e tali errori, ritardi e disguidi da rendere in alcuni casi impossibile, per alcune realtà studentesche, la presentazione di propri candidati.
Tutte queste pesanti irregolarità hanno fatto sì che il ricorso presentato in Toscana, che chiedeva la sospensione delle elezioni per il CNSU, risultasse vincente.
Il CNSU non è sicuramente una grave perdita, piuttosto è criticabile la scelta del ministero di fare ricorso al Consiglio di Stato impugnando la sentenza del TAR della Toscana, ritardando, così, la logica ed inevitabile sentenza di sospensione che è giunta solo il giorno prima della data prevista per lo svolgimento delle elezioni. Tale ritardo è costato alle Università alcune centinaia di milioni, spesi per l’organizzazione di elezioni che non si sarebbero mai tenute, soldi che, se utilizzati per garantire il diritto allo studio, sicuramente avrebbero fatto una miglior fine.