Il Nuovo Ordinamento in 11 punti

Sillabario per chi non ne sa proprio nulla


di Cristina Squarcia Giussani

Il Nuovo Ordinamento (N.O.), ovvero il nuovo corso di laurea in Medicina, è stato attivato quest’anno solo per gli studenti del primo anno: non sappiamo ancora se e con quali modalità si sostituirà all’ordinamento attuale (cfr. "la svolta?"); le possibilità sono 2:

- entrerà in vigore gradualmente: da ora in avanti, anno dopo anno, gli studenti che si iscriveranno a medicina cominceranno con il N.O. mentre il vecchio andrà ad esaurimento (si aspetterà che coloro che attualmente sono al secondo anno si siano laureati);

- entrerà in vigore su tutti e 6 gli anni contemporaneamente a partire da settembre 1998 e verrà data agli studenti di tutti gli anni (eventualmente esclusi il 6° o 5° e 6°) la possibilità di optare per il nuovo ordinamento e trasferirsi dunque in questo nuovo sistema didattico.

Quali le novità?

Cambia il progetto educativo:

1. La Carta della Formazione: è il documento programmatico del N.O.: vi vengono esplicitati gli intenti formativi del corso di laurea: è un’importantissima novità sia perché finalmente vengono formulati i fini del nostro corso di studi (che talvolta potevano invece apparire nebulosi), sia per i suoi contenuti assolutamente innovativi, sia perché sarà possibile richiamare i docenti alle sue parole (invito a leggerla chi non l’abbia ancora fatto);

2. Il numero di esami: sono 33 e non più 49; vi è stato un rimaneggiamento che ha portato alla scomparsa di alcuni corsi (per es. biofisica), all’unione di altri (per es. biologia e genetica, cardio+nefro+pneumo…) ed al profondo rinnovamento di altri ancora ( per es. il corso di Statistica e valutazione dell’evidenza in medicina): nel complesso l’intento è quello di una didattica e di uno studio meno frammentari, più integrati tra le diverse discipline;

3. Due nuovi corsi: Introduzione alla medicina e Comunicazione e relazione in medicina: dovrebbero colmare parte delle carenze del nostro curriculum. Introduzione alla medicina si propone di presentare che cosa sia la Medicina oggi, quali siano i soggetti su cui agisce (individui, collettività, Stato), con quale metodo affronti alcuni dei suoi momenti fondamentali (diagnosi, terapia, prevenzione) ed accresca le proprie conoscenze, quali siano i sistemi di pensiero e di riferimento etico che ne influenzano le scelte. Comunicazione e relazione in medicina si occuperà della relazione tra il Medico e la Persona malata; il corso si sviluppa su più anni (dal 2° al 4°) per accompagnare le esperienze relazionali via via più complesse in reparto.

4. Le attività elettive: forse il punto di maggior rottura con il corso di laurea attuale. Una parte, speriamo sempre più consistente, del curriculum di studi potrà essere scelta da noi! Le attività elettive possono essere seminari, esperienze in laboratorio, frequentazione di congressi, lezioni presso altre facoltà, esperienze all’esterno dell’università, o dell'Europa… la facoltà offre una rosa di possibilità tra cui scegliere la proprie attività elettive, ma è previsto che gli stessi studenti possano proporne. (gli obiettivi devono essere coerenti con la Carta della Formazione, questo è l’unico vincolo).

5. Inversione del rapporto didattica formale/didattica non formale: la didattica formale consiste nelle lezioni classiche, ex-cathedra, in cui il docente espone un argomento; la didattica non formale consiste nel lavoro a piccoli gruppi: un docente e 3, 5, o al massimo 10 studenti, in cui si discutono insieme argomenti, casi clinici, ci si esercita in attività pratiche…
Nel nuovo ordinamento la didattica non formale dovrebbe assumere il ruolo predominante, soprattutto nel secondo triennio, valorizzando l’apprendimento attivo e la possibilità di confronto con il docente, e lasciando alle lezioni ex-cathedra il ruolo di sviluppare argomenti scelti (per esempio in base alla non disponibilità sui testi: la lezione dovrà essere un momento insostituibile, non il riassunto del capitolo);

6. Nuovi programmi: non sono ancora stati riscritti; la revisione dei programmi rappresenta il cuore della riforma della facoltà: il programma d’esame esprime gli obiettivi che un dato corso si è posto e di cui vuole verificare il perseguimento in sede d’esame; rivedere i programmi significa ripensare l’intero corso di laurea, per esempio per renderlo atto a realizzare i propositi espressi dalla Carta della Formazione.

7. Il servizio di tutorato: i tutori sono docenti cui ogni studente potrà fare riferimento per le più varie esigenze: dai chiarimenti sulle regole universitarie, a consigli su come organizzare il proprio curriculum, a, magari, confronti sul come preparare alcune materie: nell’ipotesi ottimistica che la nostra Facoltà divenga un luogo di sviluppo di autonomia intellettuale, il tutore potrebbe diventare la figura che più delle altre aiuta ogni studente universitario a realizzare i propri percorsi.

Cambia l’organizzazione temporale del corso di laurea:

8. Frequenza in reparto dal 3°anno: è stata anticipato di un semestre l’ingresso in corsia (e non è escluso che con le attività elettive si possa anticipare ulteriormente l’incontro con la persona malata);qusto corrisponde ad una riduzione del tempo dedicato alle scienze di base: solo due anni e mezzo;

9. Il sistema di blocchi e propedeuticità: ci sono 2 blocchi: uno alla fine del primo anno (totale: non si passa se non si sono dati tutti gli esami) ed uno alla fine del terzo (parziale: non si passa se non si sono dati certi esami); inoltre esiste una rete di propedeuticità (i cosiddetti "catenacci") attorno ad alcuni esami (per tutti i dettagli, v. la nuova guida dello studente);

10. Il secondo semestre del 6° anno alleggerito: più spazio per concentrarsi sulla tesi;

11. Il tirocinio post-lauream: dura un anno e non più 6 mesi.

Per molti dei cambiamenti descritti i lavori sono ancora in corso: il N.O. ha ottime premesse, ma deve ancora realizzarsi: andrà bene? Andrà male? Sta anche a noi determinare l’assetto della prossima università di medicina…

Aprile 1998 torna all'home page