Paese che vai, università che trovi
Quanti sono gli studenti stranieri che studiano nella nostra università? Come si trovano in Italia? E soprattutto, come viene insegnata la medicina nel loro paese? Con questa nuova rubrica Pan darà voce, in ogni numero, ad uno studente proveniente da un paese diverso, per saperne di più su quanto accade fuori dai nostri confini
di Lisa Roca-Rey
In Olanda come viene regolato l’acceso alle facoltà di medicina? Esiste un numero chiuso?
Sì, il numero chiuso c’è anche da noi, ma non abbiamo nessun test d’ingresso perché tutto il nostro sistema scolastico è diverso dal vostro. A dodici anni gli studenti di tutta la nazione si sottopongono a un test il cui risultato garantisce l’ammissione alle diverse tipologie di scuola superiore. Solo chi è ammesso al liceo può poi frequentare l’università.
Quando sono entrata io si veniva ammessi in base al caso, con una specie di lotteria. Ora l’ingresso avviene ancora per estrazione, ma le possibilità di essere ammessi è proporzionale al rendimento scolastico delle superiori.
Questo perchè tutti gli studenti sono divisi in varie “fasce di voto“, in base alla media scolastica ottenuta nell’ultimo anno di liceo.
All’interno di ogni gruppo si procede per estrazione casuale, ma la percentuale di ammessi per ogni gruppo cresce con il voto, per cui chi ha una media molto alta ha molte probabilità di entrare... La graduatoria è nazionale e ogni studente ha la possibilità di esprimere delle preferenze sull’ateneo che desidera frequentare.
Naturalmente migliori sono le sue posizioni in graduatoria, maggiori sono le sue possibilità di essere accontentato
Quanti esami avete? Come sono organizzate le attività pratiche?
Gli esami sono più o meno 60, compresi tre elettivi. Il corso di studi dura sei anni anche da noi, ma è diviso in quattro anni di sola teoria e in un biennio totalmente pratico, in cui gli studenti frequentano a rotazione tutti i reparti dell’ospedale e lo studio del medico di base. In reparto continuano a seguire le lezioni, divisi in gruppi di massimo 10 persone
Gli esami sono scritti o orali? Quante sessioni avete?
Durante i primi 4 anni i corsi si susseguono uno alla volta senza sovrapposizioni. Ogni corso dura sei settimane: Poi c’è l’esame che è sempre un quiz a domande chiuse. Dal quarto anno in poi invece alla fine di ogni "internato" nei reparti, dobbiamo superare un esame scritto a domande aperte. Solo in qualche reparto c’è un esame orale. A fianco di questi esami poi ce ne sono altri, svincolati dai corsi. Quattro volte all’anno infatti, dall’inizio del primo anno alla fine del sesto, siamo sottoposti ad un quiz con 250 domande che riguardano tutta la medicina, anche quello che non abbiamo ancora studiato. Ogni anno è richiesto un punteggio definito, via via più alto man mano che si procede nel corso degli studi. Per essere ammessi all’anno successivo bisogna superare questo quiz almeno tre volte su quattro. Il test è difficile soprattutto perchè al sesto anno vengono richieste conoscenze studiate anche sei anni prima. Inoltre ogni anno dobbiamo superare anche un esame orale, in cui discutiamo con il professore alcuni casi clinici.
I corsi sono molto diversi dai nostri?
Generalmente si svolgono seguendo un approccio per problemi, con molta interazione tra studenti e insegnanti.
Nel corso che equivale al vostro "comunicazione e relazione con il paziente", che dura anni, usiamo la discussione role play, con cui ci alleniamo, simulando una visita con un paziente finto.
Noi inoltre non abbiamo un corso di inglese scientifico; impariamo sul campo: per un intero semestre tutte le lezioni si tengono in inglese
Quante tasse pagate?
Paghiamo tutti 2500 fiorini (circa 2.200.000 £) all’anno. Poi lo Stato sovvenziona ogni studente con una tessera per i mezzi pubblici e una borsa annuale di minimo 450 fiorini (circa 400.000£) per i libri e l’affitto; se vuoi frequentare un corso all’estero ti finanziano il viaggio .
Per avere questi soldi però bisogna essere in pari con gli esami. Chi vuole può anceh chiedere un mutuo che lo Stato, in nome del diritto allo studio, accorda a tassi di interesse molto bassi.
Com’è regolato l’ingresso nelle scuole di specialità?
Innanzitutto da noi la specializzazione non è obbligatoria per lavorare in ospedale, ma è ugualmente molto ambita perchè permette di guadagnare di più. Oltretutto il numero chiuso applicato in passato ha fatto si che ora i medici siano troppo pochi, per cui ce ne è molto bisogno.
Una volta laureato un medico chiede all’ospedale di essere assunto, senza nessun test di ingresso. Se l’ospedale lo accetta può iniziare a lavorare, in attesa che si liberino nuovi posti per specializzandi. Una volta in scuola di specialità, lavora in reparto e deve superare dei test annuali nazionali. Ma sono gli ospedali, che in Olanda sono tutti pubblici, perchè a parte le cliniche estetiche non esistono strutture private, a regolare gli accessi alle scuole , in base alle loro necessità.
Come ti sei trovata in Italia? Come ti sei sentita preparata, meglio o peggio dei tuoi colleghi italiani?
In Italia mi sono trovata molto bene, anche perchè ho riscontrato grosse differenze con il mio paese. Per quanto riguarda la vostra preparazione direi che voi siete più ferrati sulla teoria, noi sulla pratica. In Olanda, soprattutto a Maastricht, tutto è basato molto più sulla pratica clinica anche perchè ci sono pochi medici e gli specializzandi e gli studenti lavorano così tanto da non poter essere seguiti anche sul piano teorico. E’ possibile trovare giovani medici che applicano alla perfezione procedure senza sapere perchè lo fanno...
Che cosa ti ha più colpito della nostra università? Di che cosa hai sentito di più la mancanza quando eri in Erasmus?
A parte il gran numero di camici bianchi, mi hanno colpito molto i vostri esami: noi non siamo abituati all’orale, lo consideriamo troppo poco oggettivo.
Un' altra cosa che mi ha molto colpito è stato come facciate a vivere nell’incertezza, con le date degli appelli che cambiano continuamente e che vi vengono comunicati così tardi.
Quando iniziamo a frequentare i reparti, ci viene consegnato un foglio con cui ci vengono comunicati tutti i turni dal quarto al sesto anno. Sappiamo con l’anticipo di un anno anche tute le date degli esami. Questo ci facilita la vita, ma contemporaneamente ci obbliga ad essere completamente assorbiti dalla medicina, perchè lavoriamo in reparto ogni giorno dalle 8 alle 5 del pomeriggio e non possiamo sgarrare. Voi siete meno organizzati, ma forse avete un po’ più di tempo libero e flessibilità.
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