Quando il medico non si occupa solo di medicina
di Giovanna Lucchini
La storia che sto per raccontare inizia qualche mese fa nello studio del Prof. Masera, primario della divisione pediatrica del S.Gerardo di Monza.
Quattro studenti vengono convocati per mettere mano a un progetto quantomeno curioso: organizzare un ciclo di conferenze che abbia come tema di fondo l’America Latina.
Fin qui, in realtà, niente di strano; tutti a Monza sanno che il reparto di oncologia ed ematologia pediatrica collabora da anni con Paesi dell’America Centrale per una serie di progetti integrati di diagnosi e terapia, quindi non suona balzano pensare che qualcuno voglia esporci a che punto stanno le cose.
E invece no! Si parla di conferenze che abbiamo al centro la CULTURA di quei Paesi, si prevede un incontro per parlare di poesia, uno per tirare le fila di una storia, quella del Novecento, tra le più travagliate del pianeta, uno per chiarire che cos’è la globalizzazione vista dall’altra parte del mondo.
Devo dire che non credevo alle mie orecchie: qui, nel cuore della cattobrianza, qualcuno ci dava la possibilità di uscire dal cortile di casa.
Inutile dire che abbiamo accettato al volo.
Il 5 Novembre c’è stato il primo incontro e si è parlato di diritto alla salute.
La cosa che più mi ha colpito è stata solo e semplicemente (che ingenua!) la mole di dati ufficiali dell’OMS, di rapporti annuali dell’UNICEF e altre cose simili che accuratamente sono celate ai più.
Solo alcuni esempi: il piano di progettazione economica dell’Argentina, che affronta una forte recessione, ha reso attivi tali e tanti tagli alla spesa pubblica che in un anno ha prodotto 30.000 morti in più in età perinatale, la stessa cifra di persone che in 4 anni il regime ha dichiarato desaparesidos ;
la questione dell’accessibilità ai farmaci non riguarda solo le fatidiche patenti sui farmaci anti AIDS, ma anche farmaci molto più comuni, come gli antiipertensivi, che in America Latina non sono garantiti ai pazienti, se non dietro pagamento di una somma per i più insostenibile.
Sarò un’idealista, ma queste cose ancora mi fanno venire la pelle d’oca e, sebbene non pensi di poter cambiare il mondo, aspiro almeno a che questo tipo di informazioni vengano fatte circolare un po’ più ampiamente, giusto perchè se ne abbia un’idea.
La nostra serie di conferenze avrà in definitiva lo scopo di mettere la lente di ingrandimento su un continente, o su alcuni dei suoi aspetti, che a mio parere dovrebbero essere noti ai medici; in parte perchè chi avrà la possibilità di visitarlo, come studente, specializzando o dottore, abbia una vaga idea dell’enorme ricchezza che questi popoli “bisognosi” ci possono offrire; e in parte perchè anche stando nel nostro bell’ambulatorio della cattobrianza non viviamo fuori dal mondo.
In senso pratico stiamo cercando di mettere a disposizione, nella nostra biblioteca, una serie di documenti, siti e libri che abbiano un po’ a che vedere con questi argomenti, e stiamo spingendo perchè anche gli studenti abbiano la possibilità di trascorrere periodi di formazione negli ospedali di vari Paesi latini che già collaborano con Monza.
Naturalmente siete tutti invitati a questi incontri, il prossimo dei quali sarà il 17 Dicembre alle ore 16.00 presso la facoltà di Monza, via Donizetti 106.
Aggiungo solo che, all’apertura del primo anno accademico qui a Monza noi del collettivo dichiarammo ufficialmente di avere un enorme paura dell’isolamento! Oggi questa iniziativa insieme all’avvio (tanto sospirato) del programma Erasmus e alle iniziative promosse dal SISM ci fanno sperare per il meglio! Per fortuna!!!
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