Tirocinio ed Esame di Stato: novità dal 2004

La riforma dell'Esame di Stato ridurrà la durata del tirocinio da sei a tre mesi, ma non per gli studenti dell'attuale V anno…


di Fabrizio Vincenti



All'inizio dell'anno in corso il Ministero ha varato un decreto di riforma dell'Esame di Stato, la prova che noi tutti dovremo sostenere dopo la laurea e prima di poter accedere alle Scuole di Specializzazione. La nuova prova, che entrerà in vigore a partire dal Gennaio 2004, riguarderà tutti gli studenti che non riusciranno ad effettuarla entro la fine del 2003, a prescindere dall'attuale anno di corso e dal momento della laurea. Ciò determina alcune perplessità in quanto il nuovo esame, per com'è strutturato, sembra adatto solo per gli studenti che si sono immatricolati dal '98/'99 in poi. Va anche notato che, per coloro che frequentano adesso il quinto anno (anche quelli che conseguiranno la laurea alla prima occasione disponibile), il nuovo esame non è un'eventualità, ma una certezza. L'esame d'abilitazione professionale può essere, infatti, sostenuto solo una volta completato il tirocinio pratico, la cui durata, unicamente per i suddetti studenti (attuale quinto anno), è stata protratta ad un intero anno, venendo così a determinare un ulteriore problema, che s'intreccia inevitabilmente con il primo. 
Vediamo, dunque, come sarà il nuovo Esame di Stato, e i motivi per i quali hanno suscitato dubbi e preoccupazioni negli studenti che si troveranno ad affrontarlo. Secondo il testo del decreto, la valutazione è basata su un tirocinio pratico, della durata di tre mesi, da effettuarsi per un mese presso un reparto di Medicina Generale, per un mese presso un reparto di Chirurgia e, infine, per un mese presso lo studio di un medico di Medicina Generale; per ciascun periodo, ogni studente ha a disposizione trenta punti e, per essere ammesso alla successiva prova scritta, deve conseguire un minimo di sessanta punti (con una votazione di almeno 18/30 in ognuna delle tre fasi). La seconda prova è un compito scritto che si svolge due volte l'anno (le date dell'esame attuale vengono in genere fissate nei mesi di maggio e novembre, come riportato nell'ultima edizione della guida dello studente) e consta di due parti dirette a valutare, la prima, le conoscenze di base, con particolare riguardo ai meccanismi fisiopatologici, alla clinica e ai principi di prevenzione e terapia; la seconda, la capacità di inquadrare e risolvere problemi clinici che attengono alle aree della medicina, della chirurgia e delle relative specialità, della pediatria, della ginecologia e ostetricia, della diagnostica strumentale e di laboratorio e della sanità pubblica, con l'aggiunta di quesiti riguardanti, la deontologia professionale e l'etica medica. Ciascuna delle due parti consiste in novanta domande a scelta multipla e prevede un tempo massimo di centocinquanta minuti a disposizione del candidato.
Un primo problema, per chi non rientra nell'ordinamento che prevede il tirocinio di tre mesi, è quello di trovarsi a sostenere un esame così strutturato avendo svolto il tirocinio stesso, che è parte integrante della valutazione del nuovo esame, con tempi e modalità completamente differenti; ciò determina evidenti problemi, soprattutto nell'organizzazione dell'esame nelle sue diverse parti e nell'attribuzione del punteggio. Il tirocinio di tre mesi, infatti, riguarderà per primi coloro che si sono iscritti nell'anno accademico 1998-99, in altre parole gli studenti dell'attuale quarto anno: com'è possibile, allora, sostenere un esame scritto per essere ammessi al qual è necessario aver ottenuto un punteggio minimo in una prova che alcuni candidati non sosterranno neanche, in quanto non prevista dall'ordinamento del loro corso di studi? Presumo che questa contraddizione sia risolvibile, ad esempio facendo valere come criterio d'ammissione l'aver ultimato il "vecchio" tirocinio, ma è comprensibile che uno studente si ponga dei dubbi se le nuove modalità didattiche e di valutazione non gli sono spiegate in modo esauriente.
L'altro annoso problema, esclusivo appannaggio degli studenti del quinto anno, riguarda il tirocinio pratico: questo può essere svolto soltanto una volta sostenuti tutti gli esami del core curriculum, anche se non è stata ancora discussa la tesi di laurea, e deve essere stato ultimato per accedere all'Esame di Stato; ne deriva che il suo prolungamento da sei mesi ad un anno, esclusivamente per gli iscritti nell'anno accademico 1997-98, ritarda di almeno sei mesi la possibilità di superare l'Esame di Stato, a sua volta condizione necessaria per tentare la corsa alle Scuole di Specializzazione (la situazione è in parte migliorata dalla possibilità di iscriversi sotto condizione ai test d'ammissione, se si presume di superare l'Esame di Stato nella sessione immediatamente successiva). Tutto ciò determinerebbe una sovrapposizione tra gli studenti attualmente iscritti al quarto e al quinto anno che, di certo, nuocerebbe sia agli uni sia agli altri, dilatando i tempi d'attesa e, di fatto, riducendo le possibilità d'accesso alle Scuole di Specializzazione, specie a quelle più richieste e, perciò, sovraffollate.
Da queste considerazioni è nata dunque l'esigenza di segnalare il problema all'attenzione del Consiglio di Facoltà, che ha dimostrato di comprendere e di condividere la nostra preoccupazione e si è attivato presso il Ministero, inviando una mozione in cui si chiede, solo per l'attuale quinto anno, di riportare il tirocinio ai sei mesi previsti prima della riforma. Al momento, come ha confermato il professor Malcovati, siamo dunque nell'attesa di conoscere se tale richiesta sarà accolta.
Questa eventuale soluzione, pur apparendo al momento l'unica realmente percorribile, non sembra tuttavia ottimale rispetto al rischio di avere gli studenti di due anni successivi che concorrono in contemporanea per accedere alle Scuole di Specializzazione; se, infatti, la frequenza delle sessioni dell'Esame di Stato dovesse rimanere quella attuale, cioè con due possibilità per anno, gli studenti dell'attuale quinto anno, nella migliore delle ipotesi, non potrebbero in ogni caso concorrere ai test d'ammissione per la specializzazione fino ad un anno dopo la laurea (o meglio dal momento in cui sostengono l'ultimo esame di profitto), mentre i loro colleghi di un anno più giovani, grazie alla minor durata del tirocinio pratico, potrebbero iscriversi agli stessi concorsi con dodici mesi d'anticipo, sia pure a patto di sostenere l'Esame di Stato alla prima sessione disponibile e di essersi laureati immediatamente dopo la conclusione del loro corso. 
La questione quindi è ancora aperta, ma credo che sia già un fatto positivo aver sollevato il problema e aver trovato gli organi universitari competenti disposti ad aiutarci; l'obiettivo comune è quello di limitare il più possibile, per noi studenti, i disagi legati a questa riforma, alcuni dei quali, ce ne rendiamo conto, sono inevitabili; la soluzione proposta, in questo senso, ci permetterebbe, se non di accelerare la nostra già lunga carriera universitaria, almeno di poter preparare prove decisive quali l'Esame di Stato e il test d'ammissione alla Scuola di Specializzazione avendo più tempo a disposizione e aumentando quindi le probabilità di esito positivo. 

Giugno 2002 torna all'home page