Paese che vai, università che trovi



Questa rubrica di Pan e' nata per dare voce agli studenti stranieri che studiano nella nostra universtià. Lo scorso numero ha ospitato l'intervista ad una studentessa olandese, in Italia grazie al progetto Erasmus. 
Questa volta, invece, abbiamo pensato di intervistare una compagna italiana, per farci raccontare come viene insegnata la medicina nel paese che la ospita.
Ecco quello che accade oltre i nostri confini.

Spagna: se vieni bocciato paghi!

Sette domande a Serena, la nostra inviata Erasmus a Madrid.
A cura di Lisa Rocca-Rey


In Spagna come viene regolato l'accesso alla facolta' di medicina? 
Esiste un unico esame per tutte le facolta' universitarie, che si svolge nello stesso giorno in tutta la Spagna. A seconda del risultato conseguito nella graduatoria nazionale e' possibile scegliere la facolta' e la citta' dove frequentare. Quella di medicina e' una facolta' molto ambita, e' necessaria una buona posizione in graduatoria per poter accedervi.

Quanti esami ci sono? Come sono organizzate le attivita' pratiche?
Gli esami sono 37, accorpati in modo diverso ma concettualmente simile al nostro.
Per raggiungere il numero di crediti previsto per ogni anno ci sono poi esami minori, a scelta come i nostri elettivi, che danno ognuno un certo numero di crediti a seconda delle ore di lezione.
Le attivita' pratiche funzionano benissimo: gli studenti sono organizzati in piccoli gruppi (4/5 persone per gruppo) e frequentano tutti i reparti delle materie previste per l'anno in corso, ruotando ogni due o quattro settimane. Questi piccoli gruppi, a loro volta, sono suddivisi ulteriormente all'interno dei singoli reparti, di modo che ogni studente possa conoscere tutte le attivita' del reparto, dalla sala operatoria agli ambulatori. I medici sono molto disponibili e in questo modo si puo' imparare moltissimo.
Le attivita' pratiche sono considerate indispensabili: contrariamente a quello che accade per le lezioni formali, qui la frequenza e' obbligatoria e alla fine delle esercitazioni ogni studente viene valutato, con un giudizio che ha un certo peso anche sul voto finale dell'esame.

I corsi sono molto diversi dai nostri?
Purtroppo i corsi hanno le stesse pecche dei nostri, nel senso che nella maggior parte dei casi sono lezioni ex cathedra, senza la minima interazione con gli studenti. Addirittura ci sono professori che non vogliono essere interrotti con domande, e lasciano solo un minimo spazio di tempo alla fine della lezione per esprimere dubbi o chiedere chiarimenti. Le lezioni con un approccio basato sulla risoluzione di casi clinici ci sono, ma non sono frequenti. La grande differenza rispetto all'Italia e' che i nostri compagni spagnoli non hanno l'obbligo di frequenza e possono selezionare, così, le lezioni migliori. Un altro fatto positivo e' che il VI anno e' molto leggero e sono previste moltissime attivita' pratiche. Mentre da noi inspiegabilmente il sesto anno e' il piu' duro.

Gli esami sono scritti o orali? Quante sessioni ci sono in un anno?
La maggior parte degli esami sono costituiti da due parti, la prima rappresentata da un centinaio di domande a scelta multipla e la seconda da 4 o 5 domande aperte. A volte e' prevista anche una prova pratica. Una minima percentuale di esami, poi, e' solo orale. Per livellare il piu' possibile le conoscenze tra i diversi studenti e per avere una valutazione piu' equa e giusta, gli esami si svolgono nei quattro poli nello stesso giorno e sono identici. Le sessioni d'esame sono fondamentalmente due, una nel mese di febbraio e una nel mese di giugno; poi c'e' la sessione di recupero a settembre. A volte ci sono anche degli appelli straordinari di recupero durante l'anno. Gli aspetti negativi di questo metodo sono che lo studente si trova a dover preparare piu' esami contemporaneamente, poiche' le date sono tutte molto vicine; ma la cosa peggiore e' che non si puo' rifiutare il voto.

Quante tasse si pagano?
Ogni esame ha un certo valore in crediti e ogni credito vale 12 euro. Diciamo che in media, per un anno accademico, pagano all'incirca 1000 euro; se si viene respinti in una materia, pero', il secondo tentativo costa 17 euro, il terzo 24 e cosi' via. In questo modo gli studenti ripetenti pagano piu' tasse. Non esistono fasce di reddito come da noi, tutti pagano le stesse tasse. Lo stesso esame puo' essere ripetuto fino a sei volte e, se alla sesta si fallisce, si e' fouri per sempre dalla facolta'.

Come e' regolato l'ingresso nelle scuole di specialita'?
Funziona esattamente come l'ingresso nelle diverse facolta': c'è un unico esame in tutta la Spagna e la posizione nella graduatoria nazionale permette di poter scegliere scuola di specialita' e citta'. Il punteggio finale e' dato per il 25% dal voto di laurea e per il 75% dal risultato dell'esame, che si chiama M.I.R. (Medico Interno Residente). L'accesso al corso di medicina di base e' regolato anch'esso dal M.I.R.

Come ti trovi tra i tuoi colleghi? Avverti delle grosse differenze nella loro preparazione rispetto agli studenti italiani? 
Mi trovo molto bene, ho incontrato persone molto disponibili e la mia impressione e' che ci sia piu' collaborazione tra gli studenti e meno competizione. Rispetto a noi, oltretutto, mi pare che abbiano una preparazione piu' completa ed equilibrata, nel senso che la modalita' dei loro esami fa si' che tutti debbano avere le stesse conoscenze, che sono poi le conoscenze fondamentali per un medico di medicina generale. Da noi invece succede che, a seconda del professore che ci esamina, ci sia richiesto un livello di conoscenza non omogeneo, a volte troppo approfondito e a volte troppo superficiale, con un esito negativo sulla nostra preparazione. Credo che la maggiore collaborazione tra studenti sia il frutto di una attitudine piu' rilassata nei confronti della scuola di specialita'. Tutti hanno le stesse carte da giocare alla fine dei sei anni e vengono premiati gli studenti piu' meritevoli e con una conoscenza piu' approfondita della medicina generale. Non e' ammesso, come da noi, che uno studente frequenti esclusivamente un reparto specialistico a partire dal IV o dal V anno. Qui gli studenti possono dedicarsi in modo totale alla loro formazione generale e collaborare di piu' tra di loro, senza paura di perdere la possiblita' di essere accettati piu' facilmente in scuola di specialita'.

Giugno 2002 torna all'home page